giovedì 27 settembre 2012

RADIO LONDRA NON GRACCHIA PIÙ (di Carlo Tecce)


Ferrara vuole rinunciare al programma su Rai1. Ora deve trattare l’uscita

Qui Radio Londra, pillola digestiva all’ora di cena, dieci minuti di monologo quotidiano su Rai1, non resiste ai tecnici in Rai. Più spietati di una guerra mondiale. Giuliano Ferrara non voleva stirare una missione ormai fallita per la terza stagione consecutiva, e forse non lo
ammetterà mai. Quando il direttore generale Mauro Masi lo convocò per agganciare un trenino ficcante al convoglio di Augusto Minzolini (Tg1) – siamo ai primi mesi del 2011 – Silvio Berlusconi, pare strano dirlo, aveva bisogno di un sostegno mediatico. Erano i tempi dei festini di Arcore e del governo di Razzi e Scilipoti. Chi meglio di Ferrara, considerato
necessario e prezioso per definizione, poteva rassicurare gli italiani? Chi meglio di Ferrara, in rotazione costante su se stesso, a volte sorridente, a volte corrucciato, poteva sopire le rivolte di Olgettine e Arcorine? Ci ha provato, il giornalista ex ministro. Non l’ha fatto in beneficenza, anzi ha firmato un contratto triennale da tremila euro a puntata. Con la brillante logica cottimo: più parlo, più guadagno; più mi vedete, più mi pagate.

E poi a Ferrara piaceva occupare lo spazio che fu del Fatto di Enzo Biagi, a suo modo è stata una nemesi storica che si è abbattuta contro l’azienda e contro lo share. E a Ferrara, però, non piace lo share. Non lo tratta con riverenza intellettuale, piuttosto crede che sia una misura rozza per il servizio pubblico e la televisione in generale. L’insensibile share ha reagito male. Qui Radio Londra ha esordito con il 19 per cento – media di marzo 2011 – e ha chiuso lo scorso maggio al 16,5 con una perdita secca di 1,2 milioni di italiani. Con questo spirito, e dopo un periodo con problemi di salute, Ferrara doveva riprendere posizione lunedì. Una settimana di ritardo, proprio per motivi personali. Lunedì ha registrato l’intervento con due ore di anticipo e chiedeva le dimissioni di Renata Polverini. Che nel frattempo sono arrivate. Il direttore di Rai1, Mauro Mazza, ex giornalista del Secolo d’Italia ed ex Tg2, si è accorto del guaio e ha annullato la messa in onda. L’Elefantino l’ha presa male. Ha cercato spiegazioni. E ha cominciato lo sciopero a tempo indeterminato. A Rai1 non sanno nulla. Ogni giorno avvisano i responsabili dei palinsesti: nemmeno stasera avrete Qui Radio Londra, pazienza. Però, appare chiaro che Ferrara sia impegnato a trovare un pretesto, dopo aver rifiutato la rimozione coatta in coda al Tg1 delle 13:00. Non nasconde il suo fastidio: “Non mi interessa la faccenda. Fine delle trasmissioni”. Come finiscono: rinuncia al triennale, e anche a migliaia di euro?

Carlo Tecce - 27 settembre 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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